Torino-Juventus 1-1: la decidono Yildiz e Vlasic. Espulsi Thiago Motta e Vanoli

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Allo stadio Olimpico Grande Torino, nella 20a giornata di serie A, la Juventus aggiunge un altro pareggio alla sua personalissima collezione, il Torino, grintoso e coraggioso, esce a testa alta e porta a casa un punto. Emozioni e agonismo nel derby di Torino. Yildiz apre il derby, Vlasic risponde nel finale di primo tempo: due grandi gol per l’1-1 tra Torino e Juventus. Nella ripresa tensione tra Vanoli e Thiago Motta: espulsi entrambi.

Pareggio numero 12 in campionato (su 19 giornate…), il quattordicesimo stagionale per la Juventus di Motta: insomma, un film già visto quello di ieri contro un buon Toro, di nuovo compatto costantemente e a tratti aggressivo a tratti. Avvio di gara in discesa per i bianconeri che la sbloccano fenomeno Yildiz, sbloccano in solo otto minuti la partita. Il giocatore turco riceve sulla destra da Savona ed esegue un dribbling incredibile al limite dell’area, per poi lasciar partire un tiro precisissimo nell’angolino basso. Milinkovic-Savic non ci arriva ed è vantaggio Juventus.

Assetto fin da subito compatto della Juventus, in fase difensiva, e uno sviluppo del gioco abbastanza rapido, rispetto alle abitudini, anche grazie alle uscite pulite di Douglas Luiz, all’imbocco dell’area, e di Nico Gonzalez, venendo incontro. Sulle sponde, rispetto a Vlahovic, un’altra categoria: è l’argentino ad aiutare i centrocampisti, aprendo il campo per Mbangula e Yildiz. Il raddoppio, di Nico, viene cancellato dal fuorigioco sul filtrante di Mbangula. C’è anche il Toro, ma Linetty spara in curva Primavera. Juve ancora vicina al bis, con Gatti in modalità Calafiori: palla al piede, tocco sull’ala, taglio in mezzo e colpo di testa a lato. 

Dopo un’altra trasformazione di meta (stavolta, di Ricci), calcia da fenomeno Vlasic, al quale Thuram concede però un palleggio: stop, tocco, gran sventola sul palo interno. La solita Juve si era abbassata, mentre i granata costruivano tre più uno o quattro più uno. Nella ripresa, la Juve torna padrona della partita, provandoci con Koop (tiro da fuori area) e Nico (in area), impegnando Milinkovic. 

Dall’altra parte, Vanoli strizza l’occhio al 4-2-4, ma poi richiama Karamoh: «Quando siamo andati forte a pressare abbiamo creato situazioni pericolosi — dirà il tecnico granata — anche se dovevamo andare ad attaccare la loro linea in modo feroce».

«Abbiamo fatto qualche pareggio di troppo — ammetterà alla fine Thiago Motta — viste anche le partite in cui eravamo andati in vantaggio: non siamo mai soddisfatti quando non vinciamo».

Se non altro s’è divertito il pubblico, quello granata almeno, mentre la curva juventina ha finito contestando i suoi davanti a una sfida divertente, nonostante una qualità tecnica non sempre da guida Michelin, ma tosta, tirata e incerta, fino alla fine. E, va da sé, con scintille da derby: subito McKennie contro mezza panchina del Toro, per una rimessa.

Poi, a inizio ripresa, un’entrata al limite di Savona su Karamoh, ha dato il via a un parapiglia tra i giocatori e gli staff presenti sulle due panchine: paroloni e mani addosso, entrambi gli allenatori sono stati espulsi dall’arbitro Fabbri per eccesso di tremendismo. Motta: “Non meritavo il rosso”. Vanoli: “Screzi dettati dalla tensione”. Confronto ravvicinato come non si vedeva dai tempi del calcio nel sedere di Baldini a Di Carlo.

Resta la gran reazione di un Toro che veniva da un punto in tre partite; mentre, in campionato, la Juve subisce gol da sei gare consecutive. E già martedì la classifica, e l’Atalanta, bussano alla porta, a casa della Dea. Giocando così, sarà dura.

Aprile 3, 2025

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